Fuori dal recinto attuale si trova la fattoria con i lavatoi.

In questa zona si estendeva la colonia agricola, vigne e oliveti curati dai pazienti che svolgevano ergoterapia.

La colonia agricola verrà costituita nel 1907 su sollecitazione del Direttore del Manicomio Eugenio Tanzi. In origine, infatti, il nosocomio disponeva solo di una stalla per mucche e cavalli, di un “casotto” per le galline e nel 1905 era stata aggiunta una vaccheria per la produzione del latte.

…perché il lavoro specialmente all’aria aperta o in locali ariosi e salubri, rallegra i malati di mente, li rende calmi, più tolleranti, più soddisfatti di sé stessi. A furia di essere un coefficiente di igiene e di calma, il lavoro diventa anche un mezzo di cura. Nei manicomi dove è organizzato il lavoro la mortalità è più scarsa, la coercizione ridotta ai minimi termini e le guarigioni sono più numerose […]. Forse nella cura delle malattie mentali i rimedi più efficaci sono quelli che non si acquistano in farmacia, tra cui il lavoro, che ha anche il pregio di non recare alcun aggravio al bilancio del manicomio”. (E. Tanzi, Relazione sul manicomio di Firenze, Società Tipografica Fiorentina, Firenze 1903)